Chau Valadas


I Fratelli De Matteis: la nostra terra!

I "Fratelli De Matteis" non hanno bisogno di lunghe presentazioni o preamboli. Nascono in Val Varaita, amano la montagna, amano "correrla" soprattutto. Corrono, forte, in montagna e in pianura, in Italia come nella "Grande Mela".

Qui però non vi narriamo di gesta, vittorie, tempi da record. Abbiamo chiesto loro di raccontarci l territorio, le vallate, il loro rapporto con l'Occitania. Grazie a Micula, Bernard e Martin.

 

"Il rapporto con la nostra terra, con la nostra gente è un rapporto forte. Siamo nati e cresciuti in un piccolo paese di montagna e delle nostre montagne non possiamo più farne a meno. Tutte le volte che scendiamo in pianura e da lì vediamo il Monviso, beh noi non ci limitiamo solo a guardarlo ma lo osserviamo attentamente, lo ringraziamo per essere lì, quasi lo veneriamo e rimaniamo ogni volta più affascinati dalla sua imponenza e bellezza. Ma non c'è solo il Monviso naturalmente, tutte le montagne dell'Occitania fanno parte di noi. E poi c'è la gente, coi suoi usi e le sue tradizioni, che rende vive queste terre, e della quale noi facciamo orgogliosamente parte. Spesso per partecipare alle gare ci capita di viaggiare per l'Italia e anche oltre i nostri confini, spesso siamo lontani da casa per molti giorni, ma ogni volta che torniamo c'è un alchimia, un qualcosa di forte che ci lega nuovamente ai nostri posti. Siamo come una radice di una pianta, che per quanto tu possa portarla da altre parti nel mondo, si troverà bene soltanto dove essa è nata. Questa è un immagine che ci piace molto e che ci rispecchia molto bene"

 


Appuntamento 6

 

 

Un bagaglio di esperienze, ma ancora tutto da scoprire. Che la storia continui!

 

Roberto Avena è natoil 22 Settembre del 1994 e ha sempre vissuto in una famiglia di musicisti.

 Papà Dario per puro caso abbraccia il sax abbandonato da suo fratello e successivamente il clarinetto... e arriva a formare un gruppo.

Roberto a 8 anni inizia ad entrare nel mondo della musica!

La fisrmonica arriva con il tempo … In quegli anni infatti muore suo nonno e Roberto si ricorda quanto in vita gli chiedesse sempre di suonare la fisarmonica. Qualche mese dopo, ad un fëstin in cui aveva suonato, vede i giovani suonatori di fisarmonica: va a prendere suo padre per una manica e gli dice “voglio suonare la fisarmonica”. Iniziano gli studi: prima da Albert (insegnante di paese) e poi successivamente Alberto Fantino. Si suona alle feste del paese e si inizia ad imparare la tradizione. Ma non basta. Vuole farla incontrare al suo maestro, storico insegnante di classica e tango. E poi le band, i “duo”, i primi Cd, e le jnuove avventure...

 

Papà Dario conosce anche i Lou Dalfin o meglio Sergio Berardo. Roberto entra nel mondo occitano, ne coglie la ricchezza e la spavalderia di cui si nutre, non ne può fare a meno.

Inizia ad ascoltare i cd dei lou dalfin tanto da suonarci sopra e imparare interi concerti!

Arriva il primo autografo, di Sergio e Dino Tron, arriva il momento di suonare nei cambi palco.

Finchè un giorno Fabrizio Carletto insieme a Marco Lamberti, Fabio Pirotti e Roberto Tentori inizia un nuovo gruppo la Courenta Minima Orchestra scaldata dal motore sud americano che il padre ha inventato.

Si verifica un sogno, un gruppo tutto suo e la voglia di fare bene, tantè che si stufa ad aspettare il nuovo cd dei dalfin e si mette a comporre quasi per gioco e proprio nella courenta minima che porta le sue prime composizioni registrate successivamente in un CD! Proprio qui compone il suo circolo, Balançadoira per il quale si avvale della preziosa collaborazione di Sergio Berardo e Chiara Cesano in un'altro suo brano!

 

Stage di ghironda, concerti, collaborazioni. Ma anche lo studio. Si diploma e inizia un percorso al Conservatorio di Cuneo in musica elettronica. 

Si avvera il sogno insomma. Sino ad oggi, sino a GRAN BAL DUB!

 

 

https://soundcloud.com/roby-avena-sounadour/balancadoira-roberto-avena

 


Appuntamento 5

 

 #ChauValadas continua il suo viaggio tra i giovani che la tradizione la suonano e la narrano con il loro entusiasmo, con la loro passione. E' la volta di Davide Bagnis, 16 anni, ha iniziato tanti anni fa dall'organetto.

 

La sua canzone è La crotz de la montanha

Link al video / https://youtu.be/hLIRdorXV20

 

Mi chiamo Davide Bagnis, sono nato nel 2001 e abito a Festiona (Demonte) in Valle Stura. Fin da quando ero piccolissimo sono sempre stato molto attratto dal mondo della musica, così quando avevo 6 anni ho iniziato a frequentare un corso di organetto che Simonetta Baudino teneva a Demonte. Dopodiché ho iniziato anche solfeggio, batteria, e ghironda. Dopo alcuni anni ho iniziato ad andare a lezione da Sergio Berardo.

 

La Bourrè a 2 tempi "La crotz de la montanha" deriva da un'esperienza durante una passeggiata sulle bellissime montagne dell'alta Valle Stura. Ve la scrivo ...

 

 

 

 

 


Appuntamento 4

EccoVi oggi un #chauvaladas fatto di musica e parole. Pensieri, ricordi, emozioni che diversi strumenti traducono in realtà. Protagonista, la terra e le valli. Eccovi le Luca Declementi.

 

Link/ https://www.youtube.com/watch?v=oFwx8waBejg

 

 

Mi chiamo Luca Declementi, sono nato nel 2000 e vivo a Dronero.

 

"La musica mi è vicina da sempre, già da piccolissimo ne ascoltavo molta: i suoni e i ritmi li sentivo miei.

A sette anni l’incontro con il mio primo strumento, sotto la guida del maestro Sergio Berardo, e piano piano ho capito che la musica cresce con noi.

Con i miei amici dei Lou Briu nel 2010 ho iniziato la mia avventura in pubblico, e ora con il mio nuovo gruppo “Lou Pitakass” suono organetto diatonico (semitun), flauti, cornamusa, e canto.

 

Un giorno, mio nonno mi parla delle nostre bellissime valli, della gente di un tempo, delle loro fatiche, del duro lavoro nel campo, allora fonte di sostentamento e vita " …ora non esiste più, il bosco se l’è preso" .

BAMBAFERA”, questo campo rimane nella mia mente, mi risuona dentro, le parole e la musica assumono mille colori, e con il mio semitun gli ridò un nuovo volto.

Ricordi, emozioni, sogni di un giovane “Sunaire”.

 


Appuntamento 3

 

Simonetta Baudino ci invia lo spartito di RIGONON e, ovviamente, ce lo suona!

 

https://www.youtube.com/watch?v=bvVZ6lPRohA

 

 

Simonetta Baudino nasce nel 1981 a Cuneo e passa la sua infanzia e la sua giovinezza a Elva, un piccolo paese della Valle Maira (una delle vallate piemontesi di lingua occitana). A 12 anni inizia a suonare l’organetto e a 15 la ghironda sotto la guida del maestro Sergio Berardo, leader de “Lou Dalfin”, il gruppo principe della rinascita musicale occitana delle vallate d’oc. Simonetta entra a far parte assai presto di alcune formazioni musicali, i “Sonaires de la Val Maira” prima e gli “Aire d’Oc” e “l’Aiguio Niero” in seguito. Nel 2005, in collaborazione con Sergio Berardo, inizia a tenere corsi di organetto e ghironda nelle vallate occitane cuneesi e nei paesi di fondovalle, attività che gradualmente si espande fino a diventare il suo unico mestiere, parallelamente a quello di concertista. Attualmente fa parte di diversi gruppi con cui suona musica occitana da ballo (“Occitanas”, “Lo Truc”, “QuBa Libre”, “Les Fuines”) e da ascolto (“L’Estela”) e si esibisce in feste di paese, sagre, festival di musica popolare nel territorio occitano e non. All’Uvernada 2015 è stata premiata con la targa “Mestre” (maestro, in lingua d’oc), un riconoscimento dato a personalità che si sono distinte per il lavoro di promozione e valorizzazione della cultura occitana.


Appuntamento 2

#chauvaladas  Buona settimana con un Ep musicale tutto da ascoltare

 

 

GRAN BAL DUB

Tracklist

 

Joan Cavalier (04:48)

Vidorle (03:47)

Famous Wolf (03:32)

Roccerè (03:50)

La frema del rey (03:23)

Branle des chevaux (03:44)

 

Sergio Berardo: voce e ghironda

Madaski: electronic devices, voce

Chiara Cesano: violino

Roby Avena: fisarmonica

 

Tutti i brani sono di Sergio Berardo, eccetto Famous Wolf (N.Eaton)

Remixati da Madaski

 

http://www.granbaldub.com/download


Appuntamento 1

#chauvalads al via. Come iniziare se non con un'intervista in esclusiva a Madaski nel giorno dell'uscita del GRAN

BAL DUB. Ripetiamo, in esclusiva per la rubrica di Occit'Amo che vuole raccontare la muscia e il ballo attraverso le parole e le immagini.

Madaski: «Felice di essere emigrato in Occitania»

Francesco Caudullo, in arte Madaski, non ha bisogno di grandi presentazioni. È uno dei due leader degli Africa Unite, produttore artistico e fonico, sperimentatore eclettico. Il suo nome è strettamente legato al reggae e all’elettronica, ma non tutti conoscono la sua attitudine occitana. «L’Occitania? È un’isola felice - dice -! Si suona quando si ha voglia di suonare, si balla quando si ha voglia di ballare. Cioè, sempre».

 

Madaski e l’Occitania non sono affatto lontani. «Sono cresciuto in Val Chisone (un territorio che ha un legame profondo con la lingua e la cultura occitana, ndr), le sonorità profane dei trovatori e trovieri sono storia della musica, ma è soprattutto l’incontro con Sergio Berardo il fulcro di questo rapporto». Succede tutto all’incirca vent’anni fa, quando Madaski produce il disco “Gibus, bagase e bandì” dei Lou Dalfin nel suo studio a Pinerolo. Sono gli anni in cui il gruppo guidato da Berardo s’impone sulla scena indipendente italiana. La collaborazione lì per lì non ha seguito: «Ci siamo rincontrati due anni fa, a una partita di calcio, poi ho seguito la produzione di “Musica endemica” (l’ultimo disco dei Lou Dalfin, ndr) e soltanto dopo è nato un progetto Madaski-Berardo». Il risultato è Gran Bal Dub, l’incontro tra due grandi artisti, una sperimentazione in grado di far convivere la naturale propensione al ballo e al movimento della ghironda e i ritmi del dubstep-tecno-raggamuffin.

 

Una serie di date ad alta partecipazione in estate, e oggi un disco, disponibile in free download su www.granbaldub.com. Sei brani di musica occitana ed elettronica composti da Berardo, remixati e prodotti da Madaski.

 

Il sapere di Mada al servizio della musica d’Oc: «È qui che uno più uno fa due. Ho sempre praticato un genere povero, che parte dal movimento. Qui mi ritrovo: si tratta di arricchire un percorso sonoro tradizionale di contenuti e forme nuove». È un dare e avere: «La musica occitana è potente, mi dà forza e una fortissima voglia di suonare dal vivo. La chiave sta nella presenza di strumentisti tecnicamente molto preparati (il progetto si avvale anche della collaborazione di Chiara Cesano al violino e Roberto Avena alla fisarmonica, ndr), nell’energia del ballo e in un bacino di utenza giovane e numeroso, cosa assai rara in una società in cui siamo tutti alla ricerca della migliore performance in un istante». La tradizione? «Come dice Sergio, non è né oggi né ieri: è domani».